Domande dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Ma una cartella IMU, TARI o una multa non bastano:...
Bonus mamme 2026: 60 euro al mese per le lavoratrici con almeno due figli
La circolare INPS n. 106 del 16 ottobre 2026 fissa le regole: fino a 720 euro, pagati in un’unica soluzione a dicembre. La domanda non è ancora aperta, ma i requisiti vanno verificati fin da ora, mese per mese
Il bonus mamme torna anche nel 2026 e cresce: da 40 a 60 euro al mese, fino a un massimo di 720 euro l’anno. Lo prevede la legge di Bilancio 2026, e con la circolare n. 106 del 16 ottobre l’INPS ha spiegato come funziona. Si tratta di una misura ponte, che tiene il posto del taglio dei contributi a carico delle lavoratrici madri previsto dalla legge di Bilancio 2025 e ora rinviato, ancora una volta, al 2027.
Chi ne ha diritto: numero dei figli ed età del più piccolo
→ madri di due figli, con il più piccolo sotto i dieci anni
→ madri di tre o più figli, con il più piccolo sotto i diciotto anni
Contano anche i figli adottati e quelli in affidamento preadottivo. Il requisito deve esistere al 1° gennaio 2026 oppure maturare entro il 31 dicembre. Se il secondo figlio nasce durante l’anno, il bonus parte dal mese di nascita: i mesi di gravidanza non contano. Il mese in cui il più piccolo compie dieci o diciotto anni, invece, resta compreso.
Quali lavoratrici
Il bonus riguarda le dipendenti pubbliche e private, a tempo determinato o indeterminato, compresi i contratti intermittenti e in somministrazione. Restano escluse le lavoratrici domestiche. Rientrano anche le autonome iscritte alle gestioni INPS, le professioniste iscritte alle Casse e le iscritte alla Gestione separata. Sono escluse le titolari di cariche sociali e le imprenditrici non iscritte all’assicurazione generale obbligatoria.
Il contributo spetta per ogni mese, o anche solo parte di mese, in cui il rapporto di lavoro o l’attività sono attivi, esclusi i periodi di sospensione.
Tre figli e contratto a tempo indeterminato: niente bonus, ma c’è l’esonero
Per le madri di tre o più figli vale una regola che sorprende: basta un solo giorno di contratto a tempo indeterminato nel mese per perdere il bonus dell’intero mese. Anche l’apprendistato conta come contratto a tempo indeterminato.
Queste lavoratrici hanno però diritto, fino al 31 dicembre 2026, all’esonero totale dei contributi IVS a loro carico, che si traduce in una busta paga più pesante ogni mese. Chi ha tre figli tutti maggiorenni, invece, non ha diritto né al bonus né all’esonero. Per le madri di due figli il tipo di contratto è indifferente.
Il limite di 40.000 euro non è l’ISEE
Il tetto riguarda soltanto i redditi da lavoro della madre nel 2026: non conta il reddito del nucleo familiare e non conta l’ISEE. Se si svolgono più attività, i redditi si sommano.
→ contano anche i redditi esenti, quelli in regime forfettario o in altri regimi agevolati, al lordo di franchigie e riduzioni fiscali, oltre alle indennità di maternità, malattia, congedo straordinario e cassa integrazione
→ non contano NASpI, DIS-COLL e pensioni, comprese quelle ai superstiti
→ per le dipendenti, il reddito si calcola al netto dei contributi obbligatori, ma non di quelli facoltativi come riscatti e ricongiunzioni
Qualche esempio
→ due figli, il più piccolo compie dieci anni il 15 settembre: bonus da gennaio a settembre, 540 euro
→ un figlio a inizio anno, il secondo nasce il 20 aprile: bonus da aprile a dicembre, 540 euro, anche con contratto a tempo indeterminato
→ due figli e contratto a tempo indeterminato, il terzo nasce a settembre: bonus da gennaio ad agosto, 480 euro; da settembre si passa all’esonero contributivo
→ tre figli e contratto a termine trasformato a tempo indeterminato a fine luglio: bonus da gennaio a giugno, 360 euro; luglio è escluso per intero
Domanda e pagamento
La data di apertura delle domande sarà comunicata dall’INPS con un prossimo messaggio. La richiesta si presenta:
→ sul sito inps.it, con SPID, CIE o CNS
→ al Contact Center INPS, 803.164 da rete fissa o 06 164.164 da cellulare
→ tramite un patronato
Le mensilità spettanti saranno pagate tutte insieme a dicembre 2026, su conto corrente con IBAN o con bonifico domiciliato. Il bonus non è tassato e non conta ai fini dell’ISEE.
Nella domanda si dichiarano i requisiti sotto la propria responsabilità, e le madri di tre o più figli devono attestare di non avere contratti a tempo indeterminato nei mesi richiesti. L’INPS controlla i dati anche dopo il pagamento: una dichiarazione falsa comporta la restituzione delle somme, sanzioni e la segnalazione alla Procura. In caso di rigetto o di accoglimento solo per alcuni mesi, si può chiedere il riesame online entro il termine indicato nel provvedimento.

